Babbo Natale

Molti genitori si chiedono cosa fare con Babbo Natale.

Molti genitori si chiedono (e MI chiedono) cosa fare con Babbo Natale.
Nel senso: dobbiamo far credere ai nostri figli dell'esistenza di questa mitica figura alimentandone il mito? Oppure no e dir loro fin dall'inizio che Babbo Natale non esiste (e che magari è un'invenzione della CIA  e dei biechi capitalisti americani?) Due righe di storia ora.

Il Babbo Natale che noi concepiamo è quel panzuto signore che sembra aver appena bevuto due litri di grappa, talmente rubizze e paffute sono le sue guance. Il Babbo che concepiamo noi ci è giunto dagli States dopo la seconda guerra mondiale, ennesima cosa buona che gli Americani ci hanno portato insieme a tante altre.

Ma veniamo al sodo: dobbiamo dire la verità ai nostri figli? Dobbiamo loro dire fin dall'inizio che Babbo Natale non esiste? Noooo! I bambini vivono in un mondo fantastico in cui le componenti reali ed immaginarie si fondono. Il loro bisogno di "meraviglioso" e "fantastico" è una specie di protezione contro la realtà spesso cattiva del mondo che sta fuori e quindi fareste loro del male se a tutti i costi rivelaste che Babbo non esiste.

Ovviamente questo discorso non vale per Luigino, anni 45, che trascorre la vigilia con la mamma aspettando Babbo Natale...

E per favore, evitate discorsi del tipo "Io a mio figlio non voglio dire bugie...". O bischeri, forse mentite quando leggete loro una fiaba? O quando permettete di guardare un cartone di Disney? Esistono realmente forse dei topi che cuciono abiti da sera per una bella ragazza che deve andare al ballo del principe ma che la matrigna e le sorellastre  tengono rinchiuse nella torre del castello??  E Babbo Natale cos'è se non una meravigliosa fiaba natalizia?

Diverso è il discorso di quando dir loro la verità.
Tre possibili scenari:
    1. Un adulto (stronzo) dice a un bambino piccolo  che Babbo Natale non esiste: se lo vedete triste, rassicuratelo, dicendo che alcune persone non ci credono, ma voi invece ci credete e continuerete a farlo.
    2. Il ragazzino cresce e verso i 7-8 anni incomincia a fare domande. Se capite che incomincia ad avere seri dubbi e che teme lo prendiate per stupido, dite pure la verità. Magari rimarrà un po' deluso ma ormai è pronto per accetare il fatto.
    3. Continua a crederci anche se ha più di 7-8 anni. Non succede niente, molte volte sa benissimo la verità anche lui ma preferisce "non saperlo". Che male c'è se vuole proseguire questo meraviglioso gioco?

Concludendo: quasi quasi io invido Luigino, anni 45, che ancora alla sua età alla sera della vigilia prepara la tazza con il latte ed i biscotti per Rudolph (la renna col naso rosso) e le sue compagne. Bravo Luigino, questa volta sto con te.
 

Ultimi Articoli