Mo te lo spiego a papà

Il lato divertente della paternità

Tra i papà selezionati per le mie interviste, ho voluto ci fosse anche Francesco, autore del divertente blog Mo' te lo spiego a papà dove si raccontano gli aneddoti della sua famiglia, le domande e curiosità dei bambini, a cui il blogger tenta di dare sempre risposte argute ma divertenti e si ironizza sul ruolo di genitori, perché ogni tanto “i figli proprio non si sopportano” ma è normale e giusto così.

Ma facciamocelo raccontare direttamente da lui.

Mo te lo spiego a papà: un blog dove immagini di spiegare le cose del mondo ai tuoi figli. Qual è il segreto per rispondere alle domande (spesso difficilissime) dei figli con la certezza che ci capiscano qualcosa?

Non esiste un segreto nel mio caso, ma da 15 anni mi alleno per lavoro a spiegare le cose ai ragazzi. Con questo non voglio dire che ho figli da quando avevo venticinque anni, ma che mi occupo di infanzia e adolescenza nella città di Napoli sia quella svantaggiata che non.

Sono laureato in lettere moderne e sono anche un educatore di strada; questo mi ha permesso di esercitarmi con i ragazzi per spiegare concetti più o meno importanti.
C’è bisogno di spiegare una emozione, ma anche una parola difficile o anche rispondere ad una domanda indiscreta. Per essere chiari e far si che il significato resti nella memoria ho provato a spiegare le cose utilizzando una canzone, un video, un film, ma anche una intervista, una testimonianza e ancora una favola, un libro o solo l’esempio.

Diciamo che col tempo e l’esperienza ho imparato una nuova lingua che mi permette oggi di essere chiaro e comprensibile, di essere un facilitatore e a volte un mediatore tra loro e il mondo. Con i figli è un po’ diverso perché non riesci ad essere professionale come lo sei con gli altri, ma quando gli spiego cose delicate mi sento come se indossassi un travestimento adatto a quel ruolo. Se faccio meno il papà mi sembra che recepiscano di più la spiegazione. In ogni caso provo ad usare parole semplici con un tono di voce calmo e rilassato, ma deciso ed infine invento all’occorrenza dialoghi tra personaggi inventati ed esempi con animali. Ora sono ancora piccoli e va piuttosto bene, poi nel blog vi farò sapere come va quando diventano più grandi ed esigenti.

Quando hai cominciato a giocare con i tuoi bambini e cosa facevi con loro prima che iniziassero a parlare?

Prima che cominciassero a parlare facevo l’assistente, un classico. Prendi questo, prendi quell’altro, spegni la luce, accendi sotto la pentola, riscalda il latte, passami il quadrato (asciugamano di cotone usato per i rigurgiti dei bambini e per quando sono in braccio e sudano) etc.

Mi sono occupato molto dell’addormentamento. Ero specializzato nel cullare il passeggino cantando alla Fiera dell’Est.

Ho cominciato a giocare con i bambini quando hanno avuto una capacità di interazione maggiore, ma soprattutto perché prima non ne ero capace. Ho avuto molta difficoltà e a volte ce l’ho ancora oggi. Il difficile è capire che non c’è necessità di giocare con regole e schemi prefissati. Il bello è fare un gioco libero, ma che sia fatto insieme.

E’ normale ogni tanto per un papà non poterne più dei propri figli? Tu cosa fai nel caso?

E’ normalissimo. Semmai io non capisco quei genitori che dicono che va sempre tutto bene e che i figli non sono mai un problema. Secondo me non è vero.

All’inizio però non è facile poter dire di essere stanco e di non farcela. Lo dici come commento agli amici, ma a te stesso non lo dici veramente perché ti fa sentire in colpa e credi, così facendo, di non essere un buon padre. Io dopo due anni sono riuscito a dire che non ce la facevo più, ma anche perché i miei due figli hanno solo 15 mesi di differenza e fino a quel momento non ho avuto la possibilità di rendermi conto di cosa stava accadendo. L’importante è non arrivare a saturazione, ma imparare a prendersi degli spazi. E’ una cosa difficile e ogni tanto ci si deve organizzare con il partner per uscire insieme o da soli. Suggerisco di andare a comprare le sigarette in centro storico se abiti in periferia, nuotare, andare in palestra, fare una partita di calcetto o una birra con gli amici per parlare male della madre dei tuoi figli e delle sue paranoie. Ogni tanto è molto bello uscire di nuovo come fidanzati, magari per una cenetta romantica provando a spegnere il telefono e la mente.

Se dovessi consigliare un blog dedicato ai temi della genitorialità interessante anche per i papà, quale sarebbe?

Suggerisco ai papà di leggere i blog che raccontano le dinamiche familiari, anche quelli scritti da donne, perché questo alleggerisce il proprio vissuto e si ha modo di vedere che non si è l’unico a vivere determinate situazioni e stati d’animo. Mi piace molto chi usa leggerezza, ma allo stesso tempo tra le righe prova a mandare messaggi importanti, chi non si prende troppo sul serio, ma che reputa il dialogo con i propri figli una cosa fondamentale. Non mi viene in mente adesso come si chiama quel blog di quel papà di Napoli simpaticissimo che ha due figli maschi e che scrive in maniera esilarante anche su Style.it…quando mi verrà ve lo dico. ;-)


 

Ultimi Articoli