Compiti si o no?

Ma questi compiti delle vacanze dobbiamo farli fare ai nostri ragazzi?

Finita la scuola, iniziano le sospirate vacanze. E qui cominciano i dilemmi e le lotte: ma questi compiti delle vacanze dobbiamo farli fare ai nostri ragazzi? Sebbene la popolazione scolastica ad ogni latitudine ( dal piccolo Hans Knuppfel di Bressanone a Calogero La Minchiuzza di Pachino) sia concorde nel NON farli, il fronte eterogeneo di parentame di ogni grado, educatori, insegnanti non sono invece così concordi.
Che fare allora?

Se ascoltiamo gli “esperti” anche qui i pareri sono altamente discordi. Oscillano tra la posizione dello pseudo-psicologo scoria sessantottina laureatosi col 18 politico all'università dei somari che inneggia alla vita en plein air senza catene di compiti e quella del Prof Adolfo De Frustis che invece propone otto ore al giorno di compiti inginocchiati sui ceci. Che fare allora? Io, da non esperto, mi permetto allora di dare alcuni consigli. Vediamo quali

    1.    mi sembra ragionevole lasciare dieci-quindici giorni massimo di stacco totale dopo la fine della scuola. Non è un periodo lungo ed è più che sufficiente per ricaricare le batterie.

    2.    Finiti i quindici giorni, bisogna rimettersi un po' al lavoro. Tenete conto che è solo il sistema scolastico italiano che permette periodi di vacanze così lunghe (tre mesi!). Si corre il rischio di arrivare decisamente, troppo, arrugginiti alla ripresa delle lezioni. Negli altri paesi (civili) le vacanze estive sono più corte decisamente (un mese e mezzo/ due). In compenso si fanno più pause durante l'anno scolastico. Hmmm! Molto meglio così. I ragazzi arrivano comunque più freschi alla fine e sono più in forma durante l'anno scolastico.

    3.    L'importante è la qualità non la quantità dei compiti. Meglio dare compiti significativi, che sappiano stimolare ed incuriosire, piuttosto che tanti. Qui dovrebbero essere gli insegnati a consigliare e dare riferimenti precisi

    4.    L'estate può essere un'ottima occasione per dedicarsi alla lettura. Più si legge e meglio è. Migliorano le conoscenze, il lessico e le capacità di espressione. Oltre che libri, ovviamente adeguati all'età ( per cui in terza media non assecondate la sua richiesta  di leggere Peppa Pig) raccomandate di leggere il giornale tutti i giorni!! A qualsiasi età! E non mi riferisco alla sola Gazzetta dello Sport.

Quindi, lo avrete già capito, i compiti si DEVONO fare durante l'estate. Tenete conto che uno studio della Johns Hopkins University di Baltimore (una delle più prestigiose istituzioni didattiche al mondo) ha determinato che il 66% dei docenti impiega a settembre tra le 3 e le 4 settimane di ripasso per riportare la classe ai livelli di fine scuola precedente, con la conseguenza che diverse scuole americane hanno deciso di organizzare corsi estivi di allenamento per gli studenti. Il New York Times (mica l'ultimo dei giornaletti) ha pubblicato in prima pagina la ricetta “aritmetica” del Gallaway District School del New Jersey: “Non più di dieci minuti al giorno per ogni anno di scuola che il bambino o ragazzo ha già frequentato”. E se siete pluriripetenti, ben vi sta!
 

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